“Lezione”: Le “Lezioni” che hanno l’unico scopo di stupire/1

"Lezioni" e lezioni
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Se ci pensate bene, la voglia di ascoltare, di leggere, di informarci nasce in noi quando qualcosa in qualche modo ci stupisce. Anche la memorizzazione si basa su questo stupore: ricordiamo solo quello che ci ha colpito. Tutte le lezioni noiose, scontate, o non all’altezza della capacità di comprendere degli alunni sono destinate a essere non ascoltate o presto dimenticate.

Ci sono delle “lezioni” che vanno fatte esclusivamente con lo scopo di stupire. I bambini e i ragazzi, di tutte le età (ma anche gli adulti) hanno assolutamente bisogno di provare sensazioni ed emozioni. E questa affermazione è molto importante, perché educare a provare emozioni e sensazioni è indispensabile anche per evitare che poi, quando sono più grandi, cerchino queste emozioni e sensazioni, attraverso attività o abitudini dannosi per il loro equilibri psicofisico e per la loro salute.

Un tempo (quando non c’era internet, non c’era la televisione, e quando libri, quotidiani e riviste erano riservati a pochi) era molto più facile stupire i bambini e i ragazzi. Bastava una favola ben raccontata, o il racconto di un fatto accaduto, o di uno scampato pericolo, o la descrizione di un leone che chi raccontava aveva visto per avere la massima attenzione dei bambini e dei ragazzi.

Oggi dobbiamo trovare ben altro per stupire, ma a volte possiamo riuscirci anche attraverso cose semplicissime, che per loro sono interessanti perché oggi non conoscono e non usano più.

Oppure possiamo mostrare video o documentari che siano spettacolari, nel senso che mostrano aspetti piccoli della vita mostrandoli in tutta la loro inaspettata straordinarietà.

Farò degli esempi pratici, ogni volta che troverò materiale particolarmente chiaro.

Ci sono “Lezioni” che si fanno per stupirli; “Lezioni” che si fanno per spingerli a porsi delle domande; “Lezioni” che creano fra di loro e con voi empatia, coinvolgimento emotivo; “Lezioni” che fanno loro provare sensazioni particolari.

Una “Lezione” non deve essere trasformata in una semplice lezione: quando si decide di fare questo tipo di “Lezione” non si deve spiegare nulla.

Oggi, come primo esempio,  vi suggerisco di guardare questo breve video. Non si deve spiegare, anche se è in inglese. Non è una lezione di scienze e neanche una lezione di inglese. Si fa vedere dicendo qualcosa come “Guardate che cosa ho trovato. È in inglese, ma non è importante capire  tutte le parole. Questo piccolo pesce palla giapponese lavora con le pinne per una settimana per conquistare il pesce femmina. E lo fa giorno e notte perché altrimenti le correnti potrebbero distruggere il suo lavoro. A me è piaciuto e ci tenevo a farvelo vedere. Guardate.”.  Quando è finito, chiedete solo “Vi è piaciuto? Chissà come fa a essere così preciso?”. Niente altro. Dopo la visione controllate che abbiano capito il succo. Al massimo chiarite qualche punto, se vi fanno delle domande, ma non fate una lezione. Neanche se insegnate scienze. La lezione , in questo caso, consiste nel fatto che ci sono cose che non conosciamo che possono essere molto interessanti. E se con una lezione riuscite a suscitare la loro curiosità, lasciate, per quel giorno, che rimanga loro la curiosità non immediatamente soddisfatta.

Chi riesce a sorprendere e a incuriosire è a metà dell’opera. 

Apro la possibilità di commentare, così potete proporre anche voi dei video che possono suscitare stupore degli alunni.  Li guarderò tutti, ma pubblicherò solo quelli che rientrano nell’ottica che ho descritto sopra.😊

 

 

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