Molestie: ognuno vuole dire la sua/1

Idee e riflessioni
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L’argomento “molestie” è davvero scottante.

In questi giorni se ne parla attraverso tutti i media, e ognuno vuole dire la sua (sulla carta stampata, online, per strada, a tavola, al bar, dappertutto), perché a tutti sembra che si tratti di un argomento su cui chiunque può definirsi “ferrato”. Bastano pochi concetti universalmente accettati: “l’uomo è cacciatore”, “è normale che ci si provi”, “una toccata di culo non ha mai ucciso nessuno”, “di lavoro ce n’è poco e se lo vuoi devi essere carina con il principale”, “in fondo in fondo alle donne piace”, “macché molestie! sono complimenti!”, “chi tace acconsente”, “se non le era piaciuto perché ha aspettato tanto a parlare”, ecc. E sulle denunce per molestie (non affronto il problema delle violenze sessuali e degli stupri) da parte di attrici, cantanti, e altre donne famose: “perché hanno taciuto allora e si mettono a parlare adesso?”, “c’è stata e adesso si lamenta?”, “perché non hanno sporto denuncia contro quell’uomo ricco e potente?”, “perché, visto che ha parlato Asia Argento, adesso si mettono a parlare tutte?”, “Non sarà una moda?”, “Non sarà che vogliono farsi della gran pubblicità gratuita?”, “Però a quel momento hanno avuto la parte nel film!”, “Bastava dire di no! Che cosa poteva mai fare uno degli uomini più potenti del mondo se lo avesse denunciato?”, “Perché la gente non avrebbe dovuto credere a lei?”,”Che cosa ci voleva a raccontare di aver subito delle molestie o delle violenze?”. Insomma tutti hanno le idee chiare. E molti – uomini e, quel che è peggio, donne- condannano le donne del mondo dello spettacolo che hanno denunciato gli uomini che le hanno molestate. Le condannano per aver taciuto per anni, perché sarebbe bastato dire di no e non lo hanno fatto, e le condannano perché “chiamare molestie delle semplici proposte è solo un tentativo di avere un po’ di notorietà”.

Parlano tutti. A questo punto, anch’io vorrei dire la mia.

Solo che io non ho le idee chiare, e vorrei cercare di capirci qualcosa. Farò molte domande e pochissime osservazioni.
Prima di tutto: che cos’è una “molestia?”.  Non è mica così chiaro a tutti.
Che differenza c’è fra “molestia” e “complimento”? Le molestie possono essere considerate una forma di violenza o è un’assurdità?

Se un uomo “ti tocca il culo”, è una molestia o un semplice apprezzamento di cui dovresti andare fiera?
Se lo fa scherzando è un molestatore o un simpaticone? Se un collega in ufficio “ti fissa le tette” con insistenza, mentre tu gli stai spiegando un problema al lavoro, che male c’è? “In fondo non ti ha detto nulla e non ti ha neanche sfiorato! Gli occhi sono fatti per guardare!” Se ti dice “Come sei bella!” è un legittimo complimento, o, dato che state lavorando, la frase
 non c’entra nulla con il lavoro e quindi è una molestia? Se ti dice “Che bel vestito!”, è davvero interessato al vestito e ne vuole regalare uno simile alla moglie, o sta cercando di sedurti e comincia parlando del tuo vestito? Se il tuo compagno ti dice “Sei bellissima!”, è lo stesso complimento di quello che ti fa il dirigente quando ti dice “Sei uno schianto oggi”?
Se per strada, mentre cammini, pensando a quello che devi dire all’avvocato,  un uomo ti dice “Come sei buona. Ti tromberei”, sta solo pensando ad alta voce o ti sta molestando? Se un uomo non ti mette le mani addosso, anche se ti senti a disagio per tutti quei riferimenti al sesso, non dovresti accettarlo come la normale espressione di virilità di un uomo? Ma non sarai esagerata tu, a chiamare “molestie” queste proposte, a volte neanche tanto esplicite? In fondo, che problema c’è? Se non vuoi, non hai che da dirlo!  Se tu stai zitta quando il capo ti fa delle battute a sfondo sessuale, vuol dire che in fondo ti piace?  Se ti lusinga il fatto che il direttore generale ti faccia delle avances sei una puttana o fin da bambina ti hanno insegnato che è una cosa bella che una persona potente si interessi a te? Se il regista o il produttore dal quale dipende il tuo futuro pretende qualcosa di sessuale da te e tu non rifiuti, sei solo una che scende a compromessi pur di arrivare, o non sei capace di rifiutare perché non hai ricevuto un’educazione a pensare che la tua persona è più importante di qualsiasi sogno nel cassetto? Se pensi che scendere a compromessi sia un passaggio obbligato perché lo fanno tutti – specialmente nel mondo del cinema – e tu non puoi certo ribellarti, sei ingenua e tendenzialmente anche un po’ puttana, o non hai nessuna autostima? Se il tuo capo ti propone di fare sesso e ti fa capire che se non ci stai ti licenzia, se tu ci stai, sei una puttana, o hai tremendamente bisogno di lavorare? Se il capo ti vuole portare a cena in un costoso ristorante e poi ti porta in un albergo che non avresti neanche mai sognato di vedere, e alla fine ti porta a letto, sei una puttana o nessuno ti ha insegnato ad avere rispetto di te stessa e del tuo corpo, e a capire che quell’uomo ricco e potente che ha trent’anni più di te non lascerà mai la moglie anche se te lo ha promesso, e sta solo usando il tuo corpo in cambio di un assaggio di quel bel mondo, e in sostanza ti sta pagando? Se il tuo capo ti fa delle proposte e tu non ci stai e lo mandi a quel paese dicendogli “non ti permettere mai più!”, sei una “donna seria, che non scende a compromessi”, o il tuo capo non può danneggiarti in alcun modo e quindi puoi tranquillamente mandarlo a quel paese, o hai avuto la fortuna di ricevere una educazione al rispetto di te stessa che ti dà la forza di ribellarti e quindi nessun merito se lo fai?
In sostanza: le molestie esistono o sono solo una stupidaggine? Ed esistono ragazze molestate o chi viene molestato è solo perché ci sta e perché in qualche modo ha provocato e quindi merita le molestie?

Continua prossimamente   (che sarà Molestie: Insegniamo alle ragazze e ai ragazzi che cosa è una molestia sessuale/2)

 

 

 

 

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