Molestie/2. “Libertà di essere importunate?” Sulle molestie la tolleranza deve essere zero.

Idee e riflessioni
Share

Ho letto il documento firmato da Catherine Deneuve e da altre cento donne a difesa della “libertà di essere importunate”. (Trovate in fondo i link per leggere la lettera in originale e in italiano)

Da quando Asia Argento ha lanciato il sasso che ha provocato la valanga- molestie, ho letto articoli e visto video sulla denuncia di molte altre donne che hanno rivelato di essere state molestate. Donne del mondo dello spettacolo, e del mondo di tutti i giorni. Ho letto moltissimi commenti, sia di persone che, al grido di MeToo, approvano il coraggio delle donne di denunciare le molestie subite da uomini che approfittato del loro potere per “usare” il corpo di giovani donne in cambio di qualcosa, o anche in cambio di nulla, minacciando di togliere quello che avevano se “non ci fossero state”, sia di persone (molte, e incredibilmente anche di donne) che si scagliavano contro le accusatrici perché avevano aspettato anni prima di parlare, perché “prima ci sono state e ora parlano perché vogliono farsi pubblicità o ottenere dei soldi”, o perché “ma per una toccata di culo tante storie! Neanche le avessero stuprate!”.

Ho riflettuto moltissimo su questo argomento per cercare di capire, perché è un tema che mi sta molto a cuore, dato che mi occupo di Educazione e di Scuola.

Ho scritto un primo articolo e stavo per scrivere il secondo, che avrebbe dovuto avere per titolo “Molestie: Insegniamo alle ragazze e ai ragazzi che cosa è una molestia sessuale”, quando ho letto il documento nel quale si prendevano le difese del diritto degli uomini di provarci. Sono rimasta a bocca aperta, ma mi sono detta che forse c’era qualcosa che non capivo e, come sempre faccio, ho aspettato prima di giudicare.

Ecco, adesso ho pensato e, visto che ognuno vuole dire la sua, lo faccio anch’io.

Provo a sciogliere il groviglio di discorsi che sono stati fatti e contemporaneamente a dare un senso alle mie riflessioni, dividendo il ragionamento in frasi.

Prima di tutto chiariamo che non importa se sei uomo o donna. Ci sono quattro possibilità: l’uomo è attratto sessualmente dalla donna, la donna dall’uomo, l’uomo dall’uomo e la donna dalla donna.  Fatto questo chiarimento, ragioniamo.

  1. Nel periodo della vita in cui una persona è sessualmente attiva è naturale che desideri di avere rapporti sessuali.
  2. Che si tratti di oggetti o di persone, non possiamo avere tutto quello che desideriamo.
  3. Agli albori della civiltà se un uomo vedeva qualcuno che aveva qualcosa che gli interessava cercava di prenderglielo con la forza. Era normale: era legge del più forte, tipica dell’istinto animale.
  4. La civiltà è proprio quella che, attraverso le leggi, contiene l’istinto animale e – proprio per rendere più facile la convivenza – impedisce che venga usata la forza o l’inganno per ottenere le cose.
  5. Agli albori della civiltà se a un uomo piaceva una donna la prendeva con la forza. Era normale: la legge del più forte è tipica dell’istinto animale.
  6. Oggi, se qualcuno desidera un brillante da 2 carati e tenta di rubarlo perché gli piace, non viene scusato da nessuno. La legge lo punisce e lo chiama “ladro”. Ci sono ladri e ladre.
  7. Oggi, se a qualcuno piace una persona e tenta di prenderla con la forza (la forza può essere fisica o anche economica) la legge lo punisce, e lo chiama stupratore o molestatore o molestatrice.
  8. In generale possiamo affermare che gli uomini sono fisicamente più forti delle donne e spesso – più delle donne- occupano posizioni di potere. Questo significa che è vero che possono esistere donne molestatrici e donne che ottengono di avere rapporti sessuali per mezzo della loro posizione di potere, ma è vero che sono molte di meno. (Chi è a conoscenza di dati che dimostrano che le donne molestatrici e che obbligano degli uomini a fare sesso con la forza sono in numero maggiore rispetto agli uomini me lo faccia sapere, per favore).
  9. Esistono delle leggi che ci impediscono di tenerci quello che non è nostro (appropriazione indebita), di prendere qualcosa che non è nostro con l’inganno (frode), con le minacce (estorsione), o di portare via di nascosto quello che non è nostro (furto), di portare via una persona con la forza e tenerla segregata (rapimento e sequestro di persona), di avere un rapporto sessuale con la forza (stupro).
  10. Anche se è naturale desiderare quello che non abbiamo, non è civile prenderselo senza autorizzazione.
  11. Esistono leggi che puniscono anche il tentativo di ottenere qualcosa (cosa o persona) senza averne il diritto: tentato furto, tentata frode, tentata appropriazione indebita, tentato stupro, ecc.
  12. Esiste una legge che punisce le molestie sessuali.
  13. Il problema grosso consiste nel capire che cosa è una molestia sessuale.
  14. A me sembra chiarissimo: è una “molestia sessuale” il comportamento di tipo sessuale che mi fa provare disagio, paura. Se lo stesso comportamento mi fa sorridere, ridere, essere contenta non è una molestia sessuale.
  15. Esiste una distanza fra gli esseri umani (e fra gli animali) che li fa sentire a proprio agio, in apprensione, o provoca fastidio o paura. In particolare, desideriamo che venga rispettata una certa distanza –chiamata “spazio vitale” – e accettiamo che gli estranei entrino in uno spazio da 120 centimetri a 2 metri; permettiamo ad amici e persone che ci piacciono di avvicinarsi fino ad entrare nella distanza intima dei 45 centimetri, e solo al partner da 45 centimetri fino a toccarci. (Potete approfondire qui, se vi interessa ).
  16. Quando un uomo, senza avere il requisito di essere il partner, entra nella sfera intima della donna, sta mettendo in atto una molestia.
  17. La molestia sessuale è il tentativo di avere il corpo di un altro senza autorizzazione, e approfittando del suo potere.
  18. Se un uomo tenta di avere un rapporto sessuale attraverso il corteggiamento discreto non è un molestatore, ma un uomo che cerca di conquistare una donna.
  19. L’uomo è in grado o no di capire se un suo comportamento di tipo sessuale può provocare in una donna disagio e paura?
  20. Dire che l’uomo non è in grado è molto offensivo per l’uomo: è considerarlo ancora allo stato animale.
  21. Non tutte le donne sono capaci di reagire a un abuso sessuale. E nemmeno a uno stupro. E nemmeno a una qualsiasi situazione di disagio, come per esempio una frase offensiva,. E questo bisogna che la gente lo capisca bene senza disprezzare chi non è capace di difendersi.
  22. Se l’uomo non fosse in grado di capire la differenza fra un complimento e una molestia, e la donna non fosse in grado di ribellarsi, è la legge che deve punirlo.

Affermare “Difendiamo la libertà di importunarci, essenziale per la libertà sessuale” è assurdo. Ma da quando, la libertà sessuale consiste nell’essere importunate? La libertà sessuale dell’uomo, forse? Può farsi, non so. Non so quello che prova un uomo, ma so quello che prova una donna quando viene molestata. E so che tutti gli uomini che conosco sanno quando e con chi “provarci”. Ci sono donne che provocano e “ci stanno”? E che cosa interessa questo? Significa che tutte dobbiamo sottostare alle molestie? Ci sono donne che hanno accusato uomini innocenti? Mi dispiace. E la colpa di questo sbattere il mostro in prima pagina anche senza prove è anche dei media. Ma significa che dobbiamo scrivere dei documenti per difendere i molestatori? Quegli uomini possono sporgere denuncia. Ci deve pensare la giustizia. 

Ma come si fa a mettere sullo stesso piano la galanteria e il tentativo di avere per sé una donna con la molestia sessuale? Come si fa a pretendere per l’uomo “la libertà di importunarci”? La libertà di importunarci? Ma scherziamo? Parlate per voi – vorrei dire alle cento firmatarie del documento e alle altre donne che hanno difeso questo diritto di molestare – io non voglio assolutamente essere importunata, molestata, e neanche disturbata leggermente. Trovo che sia molesto anche chi fuma e soffia in faccia a qualcuno il fumo, figuriamoci chi decidesse, per esempio approfittando della calca dell’autobus, di sfiorare il seno a una donna!

Le donne vogliono essere corteggiate: con gli sguardi, con un pensiero gentile, con un complimento timido, con una poesia, con una cena a lume di candela. Ma con le mani a posto. Un uomo e una donna che si piacciono si sfiorano e si mandano a vicenda dei segnali che indicano “sì, prosegui pure”. E questo non avviene in nessun luogo dove c’è un uomo che ha il potere (non serve che sia un potere enorme: basta un piccolo potere) che invita la donna in un luogo appartato (il suo ufficio, la sua casa, non importa dove) e comincia l’approccio sessuale, sicuro di poterlo fare perché sa che la donna è in condizione di inferiorità. Questa è una molestia.

Le donne non vogliono essere importunate neanche per strada. Un uomo non è libero di fare espliciti apprezzamenti di tipo sessuale per la strada, non è libero di fissare e squadrare una donna in modo volutamente evidente, con la scusa che “gli occhi sono fatti per guardare”. No. Gli occhi sono fatti per vedere e quando per la strada qualcuno ti fissa insistentemente ti dà noia perché invade la tua privacy, perché ti lancia messaggi sessuali non richiesti. Un tempo si diceva ai bambini “Non fissare le persone, perché è da maleducati”. E non c’entrava il sesso.

Alle donne non piace essere guardate come merce da usare. A meno che non si tratti di donne che vendono il loro corpo. Ma non mi sembra che i due tipi di donna si possano confondere.

Alle donne piace essere ammirate.

Alle donne piace che gli uomini le facciano sentire belle. Soprattutto se non lo sono.

Alle donne piace che gli uomini le facciano sentire desiderabili. Anche se non sono belle.

Alle donne piace essere sfiorate, accarezzate, amate.

Alle donne piace fare sesso.

Ma c’è un fatto importante che certi uomini devono sapere: questo non vale per tutti gli uomini, ma solo per quelli che scelgono loro. Alle donne non piace essere squadrate come manze da comperare al mercato del bestiame; né gradiscono essere palpeggiate, o ricevere apprezzamenti che entrano nella loro sfera sessuale.

Il sesso è qualcosa di intimo. È nell’interesse della donna mandare segnali che facciano capire a un certo uomo che ha il permesso di avvicinarsi. E nessun uomo deve permettersi di entrare in quell’intimità senza permesso.

Sulle molestie la tolleranza deve essere zero.

È una questione di civiltà, che evidentemente ancora manca.  Ecco perché bisogna insegnare alle ragazze e ai ragazzi che cosa è una molestia sessuale.

Ed ecco perché non posso essere d’accordo neanche lontanamente con la pretesa di vedere l’uomo come un essere che perde la sua virilità se non può saltare addosso a una donna. E non accetto l’idea che la molestia sia un “sacrosanto diritto” dell’uomo.

 * Il testo della lettera/manifesto in originale       e  Il testo tradotto.

Molestie/1 : ognuno vuole dire la sua

Condividi: