#BASTA COMPITI LO DICIAMO NOI! Prima ribellione.

Idee e riflessioni
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Mi chiedo per quale motivo gli insegnanti continuino a sopportare.

Sopportano proprio tutto, da decenni, ormai.

Non riesco proprio a capirlo. Paura? Masochismo? Senso di colpa? Senso di inferiorità? Assenza di amor proprio e dignità? Non lo capisco. Mi sembra pazzesco.

A forza di tollerare la Scuola è diventata una casa di tolleranza.

MA BASTA!!! Ribellatevi a tutti i soprusi, una buona volta! 

Voglio cominciare dal sopruso delle ingerenze sui compiti a casa e da quello che viene detto agli insegnanti dai genitori (e dai media che cavalcano i malumori)

“dateli, non dateli, dateli mezzo e mezzo”

“ne dà troppi, ne dà troppo pochi, sono troppo facili, sono troppo difficili”

“perché ha dato questi esercizi invece di questi altri? l’insegnante di mia nipote dà più temi, dà più esercizi, dà meno esercizi, fa fare più riassunti, questo argomento lo ha fatto tutto in due ore e lei invece lo sta facendo da un mese…”

“Non ha potuto fare i compiti perché siamo andate dal parrucchiere”

“Non ha fatto i compiti perché aveva le mestruazioni”

“Non ha potuto fare i compiti perché ha dovuto guardare il fratellino”

“Non ha fatto i compiti perché il ragazzo l’ha lasciata”

“Non ha fatto i compiti perché aveva mal di testa”

“Non ha fatto i compiti perché siamo andati a Torino al centro commerciale e siamo tornati tardi”

“Non ha potuto fare i compiti perché è andato a calcio (o a danza, o a pattinaggio, o a pallavolo, o a scherma, o a catechismo o a pallacanestro, o a nuoto, ecc.)

“Non fa i compiti perché sta sempre a giocare al computer e non mi dà retta”

E così via, giustificando. Tutti a giustificare i figli perché non hanno fatto i compiti. Tutti a protestare perché i figli devono fare i compiti, considerati un inutile intralcio sulla strada delle “occupazioni  ben più importanti”, e un ostacolo alla piena libertà dei genitori di andare con i figli dalla zia, dagli amici, a fare la spesa, in vacanza, ecc. (non sono io che lo dico, sono gli alunni che spiegano che alle loro proteste “Ma mamma, non posso uscire! Devo fare i compiti!” la risposta è “Non importa, vieni via, li fai dopo o ti faccio la giustificazione”.

Ma basta! Basta con queste ingerenze sui compiti, che sono ormai considerati come una condanna ingiusta!  

Tutti a dire agli insegnanti come devono fare. Ma che cosa ne sanno i genitori, i giornalisti, i ministri, gli opinionisti, gli psichiatri, gli psicologi del progetto didattico che gli insegnanti stanno portando avanti, del perché decidono di assegnare quei compiti, in quella quantità, in quel periodo? ecc.

E lasciate lavorare in pace gli insegnanti, viste le condizioni in  cui lavorano, vista la mala educazione diffusa, visti i cattivi esempi che provengono da ogni lato! 

Da anni, poi, genitori, riuniti addirittura in associazioni, dedicano tempo ed energie a combattere per una causa secondo loro di vitale importanza: “basta compiti!” perché non vengano assegnati compiti per le vacanze. Guai a dire che i compiti possono servire. Guai a pensare che i compiti servono. Guai a scrivere quello che sto scrivendo adesso. Si rivolgono ai media e ai politici, finché non trovano il politico (oggi è il Ministro dell’istruzione) che per guadagnare consensi “invita a non assegnare troppi compiti”. È un invito e viene titolato sui media “Basta compiti! È legge!”. I media devono farsi leggere e così ci riescono. E se è giusto o sbagliato per i bambini e i ragazzi chi se ne importa?

Ma perché lo fanno? Me lo sono chiesta spesso. Perché non riescono a gestire i loro figli? Non riescono a impedire che passino il tempo davanti a uno schermo a chattare, a giocare, a postare foto e allora trovano più facile chiedere di abolire i compiti? Vogliono che i figli siano liberi così possono portarli con loro dove fa comodo? Perché possono mandarli a fare mille attività senza le quali non si sentono a posto con la coscienza non si sa perché? Non lo so, sinceramente. Spero che non si mettano a tirare fuori lo “stare in famiglia”, perché altrimenti mi metto a intervistare tutti i bambini e i ragazzi d’Italia e chiedo loro dove hanno trascorso le vacanze. Io prevedo che moltissimi direbbero che i genitori non li vedono neanche. Anche perché lavorano. E vedono pochissimo anche i nonni e i parenti. Credo che direbbero che si sono annoiati o che sono andati spesso al centro commerciale. Che sono rimasti a casa davanti al computer tutto il giorno. Ma davvero i genitori urlano “Basta compiti” perché vogliono santificare le feste? Anche i genitori di altre religioni? O  quelli atei? O sostengono “basta compiti” perché vogliono stare davanti al caminetto con i figli? E semmai: ci stanno tutto il giorno tutti i giorni?

Non riesco a capire come i genitori stessi non si siano ancora resi conto della manipolazione che ricevono dal mondo economico e da quello politico attraverso i media, e non si siano ancora ribellati. E mi domando: ma i genitori non vedono proprio che ci sono problemi ben più gravi sia nella società, che nelle scuole (e in quello che fanno i governi alle scuole), che nelle vite dei loro figli? Non si rendono conto dell’assurdità di intervenire in questioni che sono puramente didattiche? Facciamoglielo capire noi! Chiunque mi legga sa come la penso sui compiti assegnati durante le vacanze (di Natale, di Pasqua ed estive). Per gli altri dirò, in estrema sintesi: personalmente credo che non dovrebbero essere assegnati compiti ai bambini delle elementari, e che non dovrebbero essere assegnati compiti in più né a Natale, né a Pasqua, e che i compiti estivi dovrebbero essere facoltativi, solo un suggerimento per chi si annoia o vuole ripassare e li fa con piacere. Ma sono convintissima del fatto che solo gli insegnanti devono decidere se i compiti sono utili o no. Solo gli insegnanti dovrebbero aprire un dibattito fra di loro e decidere.  Tutti gli altri devono tacere. Ministri compresi. 

Voglio quindi urlare a gran voce:

MA CHI DEVE DECIDERE SE BISOGNA O NO ASSEGNARE I COMPITI? Chi deve decidere quanti bisogna darne? I genitori? i politici, altri? Assolutamente no! Lo fanno lo stesso? Protestano continuamente? Accontentiamoli.

Ecco la proposta che lancio: non assegnate più alcun compito. Mai! ATTENZIONE: non perché io stia dicendo che i compiti non servono, ma per ribellione.

Né a Natale, né a Pasqua, né in nessun giorno della settimana. Mai. Assegnate un generico “sui libri ci sono degli esercizi. Chi vuole li faccia.” E lasciate che siano loro a scegliere quanto studiare. Non studiano? Pazienza. L’importante è che poi nessuno si venga a lamentare se alla fine dell’anno il bambino o il ragazzo non è preparato. 

I genitori che vogliono tanti compiti (ci sono, ci sono!) glieli diano loro e li correggano loro. Tanto lo fanno già. Non avete idea di quanti genitori costringono i figli a fare compiti supplementari, sia durante l’anno che durante le vacanze.  

Guardate che non scherzo assolutamente! La mia non è una provocazione, ma è proprio un’idea, una ribellione pacifica. 

Stabiliamo un principio: sulla didattica decidono gli insegnanti, che possono – se lo ritendono utile e opportuno – decidere di ragionare sui compiti insieme agli alunni, soprattutto a quelli più grandi (“Di ragionare insieme”, non “di decidere insieme”).

Ma i genitori? I ministri? I giornalisti e tutti gli altri devono smettere di intervenire a gamba tesa come fanno.

LANCIO

“#BASTA COMPITI LO DICIAMO NOI!”.

 “BASTA GENITORI INVADENTI!”

“BASTA INGERENZE ARBITRARIE NELLA DIDATTICA!”

 

nota: La frase dell’immagine in evidenza è un riferimento alla magnifica e attualissima terzina del Canto sesto del Purgatorio di Dante  Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! 

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