1 settembre. Insegnanti da oggi in pensione: inizia la vostra nuova vita. Siate felici.

Idee e riflessioni
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Foto di questo articolo: una mia amica (in pensione) che si gode la vita.

Cari colleghi che da oggi siete in pensione, questo è il primo giorno della vostra nuova vita! Sappiatela sfruttare, perché la pensione è una meraviglia. Anche se vi mancheranno i ragazzi. Vi mancherà quello che avete sempre fatto: sentirvi utili, insegnando quello che sapevate, aiutando quelli che avevano più bisogno dal punto di vista umano. Vi mancherà lo stare con loro, le loro stupidaggini di bambini e di ragazzi, le loro frasi a modo loro affettuose. I loro sguardi divertiti. O arrabbiati. Vi mancheranno – vi sembrerà possibile – anche e soprattutto i più difficili, perché non potrete più aiutarli, anche se vi stancavano da morire. Vi mancheranno i loro “buongiorno prof!” quando li incontravate per la strada, perché fra poco anche gli ultimi vostri studenti proseguiranno i loro studi e la loro vita, chissà dove.

Naturalmente mi rivolgo a quelli che hanno dato tanto agli alunni. Tutto quello che potevano e sapevano fare. 

Nei giorni scorsi ho incontrato un ragazzo, in treno. Stava studiando per un esame di informatica all’università. Abbiamo cominciato a parlare. Mi ha confidato che era demoralizzato perché, anche se era sempre stato bravo a scuola, ultimamente non riusciva più a prendere dei buoni voti. Allora è scattato in me il mio istinto di insegnante (perché un insegnante rimane sempre insegnante dentro, anche se va in pensione) e ho cominciato a spiegargli che i voti, in realtà, non contano nulla, perché il professore potrebbe essere una persona incapace di valutare bene; perché se, subito dopo aver preso il voto basso, avesse sostenuto l’esame con un altro insegnante, forse il voto sarebbe stato completamente diverso, e questa sarebbe stata la prova che il voto non è qualcosa di oggettivo. “E può anche darsi che veramente tu non fossi preparato. Forse ti sei impegnato molto ma il tuo metodo non è abbastanza efficace…Ma sicuramente il voto non corrisponde al valore di una persona”.
 “La ringrazio – mi ha detto – mi sento meglio adesso. Credo di aver capito.”
Mi sono messa a spiegargli come doveva studiare, gli ho insegnato il mio metodo di studio, per filo e per segno, con esempi e tutto il resto, come se fosse stato un mio alunno.

La conversazione è proseguita e a un certo punto mi ha raccontato che la sua ragazza lo spingeva a diventare insegnante. “Io però non capisco che cosa ci sia di così bello ad essere insegnanti”.

“Ecco che cosa c’è di bello: se adesso tu cominciassi a studiare con il metodo che ti ho insegnato e prendessi tutti 30, anche ci siamo visti solo una volta in treno, mi ricorderesti per tutta la vita, non credi? Perché ho avuto un piccolo ruolo nella tua vita. Ecco: questo è il bello dell’insegnamento”.  

Siamo arrivati e -congedandosi- mi ha ringraziato molte volte. “Lei non sa quanto mi ha aiutato. Sono salito sul treno pieno di dubbi. Adesso mi sento un altro, con tanta voglia darmi da fare”. Mi ha dato la mano. “Ecco, anche questo è il bello dell’insegnamento. Ti ho aiutato.”. Forse lo studente leggerà questo articolo, si riconoscerà e mi scriverà, come ha promesso di fare dopo l’esame. Mi piacerebbe, perché un insegnante resta sempre un insegnante e vuole sapere se quello che insegna serve.

Cari colleghi neo pensionati, anche a voi mancherà il bello dell’essere insegnanti. Ma ve ne farete una ragione. O farete come me: continuerete a insegnare quello che sapete fare.

La pensione è il momento del vostro riposo. Avete già dato tanto. Largo ai giovani! Tocca a loro, adesso.

Adesso vi siete ripresi la vostra vita, ed è una cosa meravigliosa.

Avrete tempo per voi, per le persone che amate. Ognuno di voi avrà la cosa più preziosa: il tempo per sé. Potrete decidere che cosa fare e che cosa non fare, chi frequentare e chi no. Godetevi la pensione. Godetevi la vita, le persone care, gli amici, la buona tavola, le mostre, la collezione di trenini, le buone letture, i film, i giri in bicicletta, le passeggiate al mare, in montagna, in città. Viaggiate, se potete, iscrivetevi a dei corsi di nuoto, di pilates, di cucina, di pittura, di ballo latino-americano. Fate qualcosa che non avete mai fatto. Vivete!

Con la pensione siete tornati a quando avevate vent’anni, tutta la vita davanti e la necessità di decidere che cosa fare… Anche adesso avete tutta la vita davanti. Non perdete tempo nelle solite cose. La vita è così breve! Ogni minuto è prezioso. Non sprecatelo.

Vi auguro di essere felici. Molto felici.

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