Cari genitori, la Scuola non è un parcheggio e gli insegnanti non sono babysitter. Prima parte.

Idee e riflessioni
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Certo, capisco il vostro disagio quando ci sono le vacanze.
Ma arrabbiarsi, imprecare, indignarsi con la Scuola e gli insegnanti perché le lezioni sono sospese e voi non sapete dove tenere i figli mi sembra veramente una cosa da mettere in discussione una volta per tutte.

Soprattutto: vediamo se “la colpa” è della Scuola e soprattutto degli insegnanti.

Questo discorso è già stato fatto mille volte, ma, siccome credo che esista sempre la possibilità di aprire una breccia della testardaggine di chi non vuole capire, provo anch’io a spiegare il concetto in modo semplice.
Comincio dall’inizio.
1. Avete un bambino. Magari due o tre.
2. Lavorate tutti e due.
3. Se avete dei bambini è una cosa meravigliosa. Se di questi tempi avete tutti e due un lavoro è una cosa meravigliosa.
E fino qui ci siamo.

Ma adesso viene la seconda parte di questa bella storia.
1. Avete dei bambini piccoli, e i bambini piccoli non si possono lasciare da soli.
Non avete nessuno a cui lasciare il bambino, né durante il giorno, quando escono da scuola, né – tantomeno – durante le vacanze, brevi o lunghe che siano.
2. Se fosse possibile – lo so – stareste molte ore con i vostri bambini, perché li amate, ma non potete, perché lavorate. Se lavorate è perché siete costretti a farlo, per mantenervi (che siate il padre o la madre non fa differenza).
Se il lavoro che fate non vi piace, ne fareste volentieri a meno, ma siete costretti a lavorare e a farlo tutti e due, perché i soldi servono sempre di più, gli stipendi sono sempre più bassi, e lo sfruttamento sempre più alto.
Se è un lavoro che amate, è importante per voi, ovviamente, ma vorreste sospenderlo per qualche anno, o trasformarlo in part time, perché vi piacerebbe stare con i bambini, ma spesso non potete farlo per queste principali ragioni:
a. il datore di lavoro non permette il part time.
b. la legge non ve lo permette (ricordatene, quando sentite parlare di “possibilità di lavorare subito prima e subito dopo il parto” come se fosse una bella opportunità).
c. non potete permettervi di fare il part time anche ne avreste la possibilità, soprattutto perché con dei bambini le spese aumentano.
d. certo, uno di voi due (se gli piacesse stare a casa) potrebbe rinunciare al lavoro, ma non può permettersi di non lavorare: ci vogliono due stipendi per tirare avanti!
Magari potrebbe licenziarsi, riprendere il lavoro dopo qualche anno (no, non stiamo a vedere a quale dei due genitori toccherebbe, perché è tutto un altro discorso), ma sapete bene che potete scordarvi di essere assunti, se lasciate il lavoro.
e. forse sarebbe una soluzione lasciare i bambini ai nonni, ma disgraziatamente i nonni (se li avete e se non abitano lontani) lavorano, perché i governi hanno deciso che sono giovani fino a 67 anni.
f. quando sono piccoli potreste chiamare una babysitter , ma magari non avete abbastanza soldi.
g. se sono piccoli potreste mandarli all’asilo nido comunale e alla scuola dell’infanzia statale (che si pagano, e ci sarebbe da discutere), ma bisogna che ci sia il posto disponibile (che molto spesso non c’è), o potreste scegliere di iscriverli a scuole private (che si pagano, come è giusto che sia).
h. Alla scuola primaria potreste scegliere l’orario più lungo, di 8 o anche di 10 ore. E se non bastano a coprire le vostre ore lavorative, arrangiarvi in qualche modo con dei salti mortali, con la collaborazione di vicine (se le avete), di genitori, parenti e amici (se possono), o (di nuovo!) pagare una babysitter.
l. quando sono un po’ più grandi (prima dei 14 anni) potete lasciarli soli, perché magari sono bambini giudiziosi, ma sappiate che se lo fate potete essere denunciati per abbandono di minore (codice penale art. 591) anche se questo cozza abbastanza contro la logica che li vuole autonomi.

E allora?
Allora – in estrema sintesi- ecco la soluzione che vorrebbero tanti (davvero troppi) genitori:


“Abbiamo dei figli. Dobbiamo lavorare.
Chi ci tiene i bambini?
Soluzione molto semplice: la scuola! Ma è ovvio! Che cosa ci stanno a fare gli insegnanti, altrimenti?
Di quanto tempo avete bisogno? Di tutto il tempo che ci serve.
Facciamo così: noi li teniamo di notte, li vestiamo, li laviamo e poi ve li portiamo a scuola (o – meglio -venite voi a prenderli con il pulmino). Ve li lasciamo lì dalle 7,30/8 alle 12,30. Mangiano lì con voi perché a casa non c’è nessuno. Li tenete almeno almeno fino alle 16,30, ma dato che alcuni di noi lavorano fino alle 19,30 (ne abbiamo colpa noi se ci fanno uscire sempre tardi dal lavoro?) teneteli fino a quell’ora, e poi ce li veniamo a riprendere, e noi diamo loro da mangiare. Li teniamo svegli fino a tardi perché altrimenti quando li vediamo. Li facciamo giocare ai videogiochi o col telefonino mentre noi guardiamo un po’ di tv (perché siamo stanchi anche noi!) e poi li mettiamo a dormire.
Ecco, noi genitori chiediamo che la Scuola ci venga incontro: teneteci i figli da lunedì a venerdì, ma, se lavoriamo anche il sabato, tenete aperte le scuole anche al sabato, perché non ne abbiamo colpa noi se lavoriamo anche al sabato. E non vediamo perché non possano lavorare al sabato anche gli insegnanti. Ma se noi non lavoriamo al sabato allora non vogliamo la scuola al sabato perché anche noi abbiamo diritto a un po’ di riposo, e ad andare in giro nei weekend.
E poi: non vediamo perché gli insegnanti debbano avere tutte queste ferie (tre mesi e più!) mentre noi lavoriamo. Vogliamo che la scuola sia sempre aperta e che gli insegnanti lavorino, finalmente, perché “sono dei fannulloni e dei privilegiati”. Noi voteremo tutti quelli che ci prometteranno che faranno tenere aperte le scuole anche d’estate. E faranno lavorare gli insegnanti fannulloni. E ogni volta i politici lo dicono, prima delle elezioni, perché loro sì che ci vengono incontro!
Però -precisiamolo – d’estate la scuola deve essere facoltativa, perché se, quando siamo in ferie, vogliamo andare dai parenti lontani, o in vacanza, perché dovremmo rinunciare? Perché c’è la scuola aperta? Ci mancherebbe altro.”

Tutto chiaro, ma non chiarissimo. E in tutto questo, qual è il bene dei bambini?

Allora, ecco la mia soluzione.


Continua.





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