Se i vostri figli a scuola non sono al sicuro, di chi è la colpa? 1.

Idee e riflessioni
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Quante volte vi abbiamo detto (a voi genitori, a voi giornalisti, e voi tutti che commentate i fatti di cronaca che riguardano la scuola) che il personale è insufficiente, che le classi sono classi pollaio, che i corridoi sono sovraffollati, che tanti edifici scolastici non sono sicuri, che non c’è manutenzione?

E quante volte vi abbiamo detto che gli spazi sono ristretti a causa dei troppi alunni stipati in classi piccole, che le scuole hanno strutture inadeguate alle attività che si fanno in questi anni, che non c’è collaborazione da parte della maggioranza dei genitori, che non sono vere le notizie di soldi e assunzioni sbandierati dai governi di turno?

Quante volte avete sentito parlare di scuole fatiscenti, di soffitti crollati, di intonaco che si stacca dalle pareti, di muffa, di sedie rotte, di tapparelle rotte, di infiltrazioni e muffe nei bagni, nei corridoi, nelle aule, nelle palestre.

E quando si verifica un terremoto più forte (poi non se ne parla più), quante volte vi è stato detto che in un Paese come l’Italia, in buona parte ad alto rischio sismico, il 90% delle scuole non ha strutture antisismiche?

Ecco, in questa situazione si colloca la morte del piccolo, piccolissimo Leonardo. Come si può accettare che un bimbo vada a scuola e non torni più a casa? Non si deve accettare.

Dobbiamo ribellarci tutti, e in prima fila ci devono essere insegnanti e dirigenti scolastici, sperando che subito dopo si affianchino tutti i genitori.

Se Leonardo non c’è più la colpa è un po’ di tutti: di tutti noi, quando votiamo senza valutare bene, quando ci lasciamo influenzare negativamente dai media interessati solo a far notizia; la colpa è di noi insegnanti, che sappiamo come stanno le cose e facciamo i salti mortali per sopperire alle carenze, dando per scontato che “tanto lo Stato non fa niente”; la colpa è dei genitori, che danno sempre per scontato che se accade qualcosa di brutto sono gli insegnanti (o i bidelli) che se ne sono fregati e non hanno controllato; e la colpa è di nuovo dei genitori che spesso vedono nei piccoli incidenti (quasi sempre causati dai comportamenti scorretti dei loro figli) un’occasione per “farsi pagare”, ricorrendo a denunce, senza considerare l’effetto sconvolgente che questo ha sugli insegnanti ; la colpa è dei dirigenti, che – come gli insegnanti- ce la mettono tutta per “fare con quello che hanno”, e scrivono e inoltrano segnalazioni e richieste, ma poi non fanno niente per obbligare chi ha il dovere di risolvere il problema, a intervenire,  perché danno per scontato che “tanto lo Stato o il Comune non fanno niente”.

La colpa degli incidenti che capitano a scuola non è (quasi) mai degli insegnanti e dei bidelli.

Lo dico a gran voce. Lo urlo proprio.

Se gli insegnanti sono soli con 28 alunni non possono controllarli tutti in ogni secondo. I pericoli in una classe inadeguata, spesso con 10 alunni in più di quelli che potrebbero contenere l’aula, piena di zaini per terra che costringono a camminare con il rischio di inciampare e finire con i denti o la testa, o gli occhi sugli spigoli dei banchi, sono tanti. Basta un nonnulla, un inciampo, una spinta, un diverbio, un passare alle mani, e può compiersi la tragedia. E se accade anche solo che un bambino o un ragazzo si rompa un dente, è certo che i genitori sporgeranno denuncia (perché ormai la mentalità è questa), e che l’insegnante dovrà affrontare una causa legale e dimostrare che non ha potuto impedire il fatto. Magari ne uscirà innocente, ma l’impatto delle “vie legali” per una persona onesta è terribile.

E ci sono delle situazioni per cui l’insegnante può lasciare la classe per un minuto: andare in bagno, o in sala professori a prendere il tablet, o nella classe accanto a prendere una chiave. Lo fa di corsa, dopo aver a lungo atteso il bidello che non c’è (perché lo Stato ha deciso di toglierne 25.000 in 10 anni). Ma, se in quel minuto accade che un alunno si fa male, si tratta senz’altro di “culpa in vigilando, e le conseguenze saranno molto gravi.

Allora, che cosa possiamo fare perché non accadano più incidenti di cui gli insegnanti vengono (quasi sempre ingiustamente) accusati?

Bisogna dare la colpa allo Stato negligente. 

E siccome lo Stato non capisce perché gli insegnanti sono abituati a lavorare e tacere, soprattutto per il bene dei loro alunni, allora bisogna farglielo capire. E farlo capire bene anche ai genitori e a tutti gli altri. Siete voi insegnanti che dovete spiegarlo. E visto che le parole si sono ormai dimostrate inutili, è necessario farlo  con i fatti. Per tutelare i bambini e i ragazzi. Ma anche voi stessi. Come?

Continua nel prossimo articolo.

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