Fate voi una lezione a me: le prove di evacuazione

"Lezioni" e lezioni
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Cari lettori, oggi chiedo a voi di fare una lezione a me.
Ci sono cose che non so e voglio imparare. Lascio la parola a quelli di voi che sono esperti dell’argomento “Prove di evacuazione e conseguenze” da tutti i punti di vista: insegnanti che lavorano in scuole dove viene prevista davvero ogni evenienza prevedibile, avvocati, volontari di protezione civile, vigili del fuoco, responsabili della sicurezza a scuola e in altri ambienti lavorativi, ecc.

Nella mia esperienza, le prove di evacuazione si svolgono pensando che tutto vada per il verso giusto, e nessuno dei colleghi responsabili della sicurezza ha saputo rispondere a queste domande che inutilmente ho posto per anni (anche perché nella maggior parte delle scuole i responsabili della sicurezza non sono tecnici, ma insegnanti volenterosi che si assumono una responsabilità enorme per pochi spiccioli):

In caso di terremoto (uso come esempio solo il terremoto perché è più chiaro, ma vale per ogni altra emergenza che presupponga l’evacuazione dell’edificio)

  • Se per esempio si verifica un terremoto e l’insegnante ha lasciato la classe alla sorveglianza di un collaboratore scolastico per andare in bagno, quali sono le istruzioni, visto che anche i bidelli hanno delle istruzioni su che cosa devono fare? Che cosa deve fare l’insegnante, a parte  concludere i suoi fisiologici e comprensibili bisognini? Che cosa deve fare il bidello, che non può allontanarsi dalla classe e per esempio non può eseguire il compito che gli era stato assegnato in caso di terremoto?
  • Che cosa devono fare gli alunni che sono andati in bagno?
  • Quali sono le istruzioni, nel caso che il terremoto avvenga durante l’intervallo (visto che i terremoti non tengono conto degli intervalli)?
  • Preparare prove di evacuazione facendo in modo che tutti si trovino nelle classe, non mi sembra molto professionale. Ogni giorno ci sono minuti in cui i ragazzi sono nel corridoio per l’intervallo; o sono fuori dalla classe singolarmente per vari motivi: andare ai servizi, andare a prendere una bottiglietta d’acqua alle macchinette, a parlare con un insegnante, o in segreteria, ecc. Sperare che un terremoto non avvenga  in quei minuti non mi sembra professionale.
  • Se il terremoto è quasi impercettibile, bisogna fare evacuare gli alunni comunque? (sono sicura che la risposta è “Certo!”, ma credo che vada chiarito, e forse può essere d’aiuto che un avvocato risponda alla seguente domanda:
  • Se si verifica un terremoto quasi impercettibile e un insegnante decide che non c’è pericolo, che non vuole far perdere tempo agli alunni e dice “Rimanete in classe”, e poi c’è una nuova importante scossa con feriti o peggio, che cosa succede all’insegnante quando gli alunni dicono “Il professore ha detto di restare in classe e continuare a lavorare”?
  • Legalmente parlando, quali responsabilità hanno –esattamente– gli insegnanti in caso di feriti o morti (non vorrei neanche scriverla, questa parola, ma devo farlo). E quali responsabilità hanno gli insegnanti “responsabili della sicurezza”, visto il fatto che ci sono state condanne nei loro confronti? (per esempio, leggete questo articolo)

Per questo articolo c’è la possibilità di commentare (ma i commenti sono moderati) Potete dare risposte (per favore, solo se siete preparati e non “a lume di naso”) o porre altre domande agli esperti presenti. Non a me, perché in questo caso io sono l’alunna.
Come sempre, non è un dibattito, e non pubblicherò gli interventi che siano solo lamentele inutili per esempio sulle poche risorse, o polemiche, o quelli che contesteranno le risposte date da altri, i commenti fuori argomento, ecc.


Grazie a tutti quelli che risponderanno!

 

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Comment (1)

  • gentile professoressa,
    provo a rispondere ad alcune delle domande che lei pone sul tema “evacuazione” raccontandole come tali prove vengono svolte nella nostra scuola dell’infanzia.
    Quindi:
    1. le prove di evacuazione che svolgiamo ogni anno sono cinque. La prima avviene con preavviso sia agli alunni (non vogliamo che si spaventino inutilmente quindi prevediamo racconti e storie che veicolino i comportamenti corretti da tenere). La seconda avviene con preavviso solo alle insegnanti in modo da testare le reazioni degli alunni. Dalla terza in poi sono”a sorpresa” per tutti.
    2. le prove avvengono quando i bambini sono in aula, in sala da pranzo, in dormitorio… in modo da prevedere quanto più possibile una casistica varia e possibile in caso reale emergenza.
    3. nessuna insegnante si sogna neppure lontanamente di dire agli alunni “restate seduti e lavorate”. Quando suona l’allarme si esce TUTTI senza eccezioni. Qualora una insegnante decidesse di non evacuare sarebbe sanzionata dal dirigente scolastico.
    4. Nel nostro istituto il responsabile della sicurezza è un operatore esterno e una insegnante per plesso fa parte della “commissione sicurezza” che si riunisce periodicamente e ha il compito di gestire le prove di evacuazione, controllare eventuali carenze nell’edificio scolastico, ecc..
    5. Nonostante tutto questo tutti i docenti si sentono molto indignati quando leggono articoli come quello da lei suggerito. I responsabili dell’edificio non sono gli insegnanti, ma il vero proprietario (nel nostro caso il comune), visto che in ogni caso, anche quando le insicurezze sono denunciate, poi non vengono “sanate”.
    La ringrazio per i suoi articoli sempre molto interessanti e utili

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