Gli insegnanti pessimi esistono. Prima Parte

Idee e riflessioni
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Locandina del film “Bad teacher”.

Prima di scrivere questo articolo ho chiesto il parere dei miei lettori ponendo questa domanda:

Chi sono gli insegnanti pessimi, quelli che dovrebbero essere licenziati?  Quanti e quali sono? 

Secondo le opinioni espresse in risposta al sondaggio 

gli insegnanti pessimi, da licenziare, sono

• quelli che credono di essere perfetti e non si mettono mai in discussione
gli insegnanti assenteisti, che alla fine dell’anno hanno svolto solo un quarto o un terzo del programma
• gli insegnanti che non trasmettono amore e passione verso le materie che insegnano e verso gli alunni
• quelli che invece di fare il loro mestiere delegano tutto alla famiglia
• quelli che godono nel mortificare e mettere brutti voti e demotivano gli alunni
• quelli che svolgono il loro lavoro solo per lo stipendio.
• quelli che non si aggiornano, non si preparano
• quelli che non sanno cogliere tra gli alunni il disagio
• quelli che non sono autorevoli ed empatici.
• quelli che non donano carezze positive
• quelli che lasciano un ragazzino in balìa della sua timidezza, della sua paura, della sua tristezza o del gruppetto dei bulli
• quelli che si dedicano solo a chi gli dà più gratificazione
• quelli che si dedicano agli alunni con i quali riescono a rapportarsi più facilmente
• quelli che rimangono indifferenti alle difficoltà di un alunno
• quelli che perdono tempo in chiacchiere inutili
• quelli che considerano l’insegnamento un ‘secondo lavoro’
• quelli che sono privi di autorevolezza
• quelli che non sanno creare un rapporto di empatia con la classe
• quelli a cui non importa nulla dei loro alunni
• quelli che non sanno impostare un rapporto con i ragazzi
• quelli che non mostrano capacità di ascolto
• quelli che non conoscono né le materie che insegnano, né le metodologie per insegnarle.
• quelli che umiliano, offendono, terrorizzano gli studenti
• quelli che non riescono ad essere autorevoli e sono in balia della loro classe.
• quelli che lasciano da soli gli alunni senza motivo
• quelli che arrivano tardi e se ne vanno prima;
• quelli che durante i consigli di classe non hanno idea di chi si stia parlando
• quelli che disattendono quanto deciso nel PDP (Piano Didattico Personalizzato)
• quelli che non sanno chi sono i BES (alunni con Bisogni Educativi Speciali)
• quelli che si permettono di offendere colleghi e alunni.
• gli insegnanti che mostrano intolleranza ad educare, che per esempio dicono a bimbi di 8 anni “Ti chiudo nell’armadio”o “Ti faccio volare dalla finestra” o “Ti metto il libro in testa con un pugno” ecc.

Mi sembrano davvero un po’ troppi gli insegnanti da licenziare!  Appare chiaro da quello che si legge in rete, la gente vorrebbe che la Scuola assumesse solo persone eccellenti. E chi è solo “normale” deve essere mandato via (o accusato, o denunciato, o addirittura picchiato).

Ma io chiedo: i lavoratori di quale categoria sono tutti eccellenti? Chi? i commessi? gli impiegati? i medici? gli infermieri? i verdurai? gli avvocati? gli amministratori di condominio? i giornalisti? i politici?  Chi critica gli insegnanti è perfetto, come lavoratore? Davvero? E – tra parentesi – i genitori che criticano, insultano e picchiano gli insegnanti, sono perfetti, come genitori? E se non lo sono, come si permettono di chiedere la perfezione agli insegnanti?

E qui qualcuno starà pensando “Ma il lavoro degli insegnanti è un lavoro delicato, importante, perché si ha a che fare con alunni che hanno bisogno di grande sensibilità e competenza!”.  Davvero? E quando si parla delle condizioni in cui gli insegnanti lavorano, delle offese che ricevono quotidianamente, della fatica che fanno, perché nessuno se lo ricorda? E se è un lavoro così importante e delicato perché gli insegnanti vengono trattati come fannulloni? E perché non si dà loro il doppio di stipendio se svolgono un lavoro così importante? Decidete: o è un lavoro importantissimo che prevede eccellenza (e stipendio adeguato all’eccellenza), o è un lavoro come tutti gli altri, quelli dove non si pretende eccellenza, e allora lasciamo lo stipendio che c’è e non puntiamo continuamente il dito.

Il lavoro degli insegnanti non è “una missione”. La parola “missione” lascia intendere che si dovrebbe lavorare gratis o quasi, come se l’insegnante fosse chiamato da una forza superiore, che rispondesse a una vocazione. Invece è un lavoro molto difficile, anche se a volte meraviglioso per la sua componente bambini/ragazzi. E merita rispetto. Un rispetto che non ha più e che io sollecito tutti a pretendere assolutamente.

Continua 

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