“Lezione”: educare al rispetto. 1

"Lezioni" e lezioni Consigli
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Guardate questo breve documentario , che potrete proporre poi ai vostri alunni.

 

Partire da un documentario breve (in questo caso di 8 minuti) e costruire una lezione senza spiegare e dare risposte, ma sollecitando domande,  per poi guidare a ipotizzare delle risposte è un metodo che dà risultati a volte stupefacenti. 

Naturalmente, l’insegnante  (di qualsiasi materia) deve avere già in mente il tipo di domanda e il tipo di risposta a cui vuole che i ragazzi (ma, con documentari diversi da questo, anche i bambini) arrivino, lasciando la possibilità di andare con il ragionamento anche in altre direzioni (che spesso sono quelle che vi stupiranno e vi faranno gioire di più). 

In questo caso, suggerisco di non anticipare nulla (e questa è una regola generale, per me) ma di chiedere di ascoltare ogni testimonianza e di memorizzare o appuntarsi riflessioni e domande. Non permettete che gli alunni si distraggano neanche un momento. Osservateli e pretendete il rispetto del lavoro altrui: vostro, dei compagni attenti e anche delle persone che hanno realizzato il documentario. Precisate bene questo. prima dell’inizio. Anche così si insegna il rispetto e si gestisce la classe. *

Dopo la visione, sta a voi proporre delle domande. La prima è:  “Quali riflessioni o quali domande avete fatto?”
Poi, se le domande non arrivano subito: “Di che cosa si potrebbe parlare dopo aver visto questo documentario? Cioè: quali argomenti tocca?”. “Secondo voi perché i due registi lo hanno realizzato?” “C’è qualcosa che vi ha stupito, che vi ha fatto capire qualcosa che prima non avevate mai notato, o che credevate fosse diverso?”. “Qualcuno non ha visto bene e vuole rivederlo?”. 

Attenzione: a questo punto, siate preparati a rispondere a chi rispondesse  in modo scorretto: “Per carità! Mi è bastata una volta”, oppure “Ma sei matto? Lo vuoi rivedere?”. Sono risposte da persona ignorante e soprattutto che non ha ancora fatto suoi il concetto che in una società civile è indispensabile accettare le esigenze degli altri, anche se sono diverse dalle nostre. Ecco il momento di interrompere la lezione e cogliere l’occasione per sviluppare questa: “Come ti permetti? Stai mancando di rispetto a me e a chi vuole ascoltare. Stai offrendo di te un’immagine che certo non suscita stima. Il lavoro in equipe è alla base del mondo del lavoro. Poi, quando perderai  lavoro perché oggi non hai voluto ascoltare, o perché non sai lavorare con gli altri darai la colpa alla sfortuna?”.

Le lezioni di educazione al vivere civile devono venire prima di tutte le altre, e non si possono rimandare perché “devo fare lezione”. Anche questa è una “lezione”. Anzi, non di può insegnare a rispettare gli altri facendo delle lezioni “a freddo”. Si deve riflettere (e imparare a gestire la classe) nel momento in cui accade un fatto che giustifichi il discorso educativo esplicito. Se capita qualcosa, interrompete la lezione che stavate facendo e la rimandate a un altro momento. E anche così si fa percepire quanto è importante per voi il loro comportamento.

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Nota: Non c’è nulla che giustifichi l’incapacità di un ragazzo di impegnarsi per 8 minuti (“Sono ragazzi!” “Non sono interessati alla materia”, “Dopo ha l’interrogazione!”, ecc.: scherziamo?). Anche così si impara a gestire una classe.

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