Non si può indossare una divisa senza averne il diritto.

Idee e riflessioni
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La Divisa della POLIZIA DI STATO non è un costume da indossare a piacimento.
Non è indossando una divisa (voglio sperare – tra l’altro- che non sia stata acquistata con i soldi pubblici) che si diventa Poliziotti, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Finanzieri, ecc.
E non è indossando una divisa che si guadagna il rispetto dovuto alle Forze di Polizia.
E se vuole essere un’intimidazione, questo mi preoccupa e mi trova in totale disaccordo. Anzi, mi fa venire alla mente tristi metodi del passato.

Per chi vuole approfondire:

Articolo 498 Codice penale (R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)
Usurpazione di titoli o di onori



P.S. Fortunatamente non sono una cantante, altrimenti potevo soltanto cantare. Sono una scrittrice, e quindi sono autorizzata a scrivere.  

P.P.S. E non si possono nemmeno usare  le Forze dell’Ordine 
per una spettacolarizzazione a scopo propagandistico 
dell’arresto di una persona, 
come giustamente diceva Matteo Salvini nel 2015:

Ha visto in televisione le immagini della donna mentre entrava in carcere, con le persone fuori che le urlavano assassina?

Sì, scene raccapriccianti, da far vergognare.

Di chi è la colpa?

Io non sopporto la spettacolarizzazione. Chiederei agli inquirenti, agli avvocati, ai magistrati, di fare tutto nel massimo riserbo e nel massimo silenzio. Non dovrebbe trapelare nessuna notizia, fino al processo non dovrebbe uscire nulla sui giornali. Poi non bisogna mai esibire un catturato. Se devi portare via uno, lo porti via di nascosto, la notte. Vedi Bossetti, per esempio.

Si riferisce alle immagini dell’arresto?

Non solo. A tutto quello che è successo dopo, notizie e indiscrezioni sui giornali che investono la moglie, i parenti, le sorelle. Valanghe di fango per tutti. Una porcheria.

Anche la politica ci ha messo del suo in questo caso, il ministro dell’interno Angelino Alfano che un minuto dopo l’arresto twitta abbiamo preso l’assassino.


Pazzesco. Preferirei scrivesse che hanno bloccato gli sbarchi degli immigrati clandestini.




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