Razzisti, provocatori, haters (poveri idioti): lasciamoli soli.

Idee e riflessioni
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Per chi ha una coscienza, per chi ha dei Valori, per chi crede che possa esistere un mondo migliore, per chi è anche solo un po’ empatico in questi giorni Facebook è fonte di grande ansia, di disgusto, di incredulità, di dolore, di rabbia. Non si può leggere quello che scrive certa gente. Davvero. Facebook in questi ultimi tempi è come un grosso foruncolo, che si è infiammato quando il razzismo è stato non solo sdoganato ma anche legittimato, e adesso è scoppiato, buttando fuori il pus. I social sono diventati covi di serpenti velenosi, che entrano per il gusto di mostrare tutta la loro frustrazione, il loro odio, la loro ignoranza. Vogliono mordere, per iniettare veleno.

Non raccogliamo le provocazioni, non rispondiamo né alle stupidaggini, né all’odio, né al razzismo. Lasciamoli soli, perché più rispondiamo cercando di farli ragionare e più si convincono di avere ragione. C’è un momento in cui l’arma migliore è proprio il silenzio. 

Razzisti, provocatori, haters (“poveri idioti”): lasciamoli soli.

Lasciamo che si mordano fra loro e si avvelenino la vita. 

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