A che cosa serve la cultura oggi, nell’era della tecnologia?/1

Idee e riflessioni
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Questa volta vi propongo una riflessione attraverso l’incontro fra una domanda (alla quale vi invito a rispondere qui sotto, nei commenti)

“A che cosa serve la cultura oggi, nell’era della tecnologia?”

 e una risposta

“La tecnologia senza cultura è come una Ferrari senza motore”.

Rifletteteci. 

 

 

 

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Comments (5)

  • Senza tecnologia vivremmo ancora raccogliendo a mani nude i frutti della terra, abitando in grotte e fuggendo dai predatori. Quale cultura potremmo allora sviluppare?
    La tecnologia è l’applicazione di conoscenze per la risoluzione dei problemi della vita reale. Nasce in risposta alle sollecitazioni dell’ambiente (non solo di quello fisico) per affrontare e superare ostacoli, elaborare strategie e intraprendere nuove vie.
    Può non piacere, ma non trovo argomentazioni che possano mettere in dubbio quello che appare come un dato di fatto.
    Non conosco deduzionisti, consapevoli o meno, ma un sano riduzionismo moderato in alcune occasioni aiuta.

  • Non ho certezze, ma un dubbio, sì. Forse non è poi così vero che cultura e tecnologia siano così intrecciate come qualcuno fa intravedere. In parte possono essere interdipendenti, ma in parte possono non esserlo affatto. La convinzione che la tecnologia sia il frutto della cultura è quanto meno discutibile. Invece non è a mio parere discutibile il concetto che la cultura, il progetto, l’intuizione, può benissimo fare a meno della tecnologia. E’ in questo senso, forse, che la cultura può “precedere” la tecnologia. Mi permetto di dissentire da una certa concezione di deduzionisti -consapevoli o inconsapevoli di esserlo- che ritengono che il progresso possa essere un continuum che procede per progressioni successive. Non è così, nemmeno nell’era dell’informatica. E’ la capacità di astrazione che consente la formulazione di progetti e perfino degli algoritmi. Altrimenti saremmo costretti a chiamare cultura anche i progressi di un robot.

  • Mi correggo: “Poi ci sono gli uomini che fanno un uso “variegato” della cultura e della tecnologia: a volte buono, a volte pessimo”.

  • La tecnologia accompagna l’uomo dal momento in cui ha raccolto per la prima volta una pietra per usarla come strumento. Si potrebbe, insomma, affermare che la tecnologia preceda cronologicamente la specie homo sapiens. Pare evidente, quindi, che la tecnologia sia nata per accompagnarlo nel suo cammino evolutivo.
    Tecnologia al servizio dell’uomo e della sua cultura. Molti si scandalizzano quando si confonde cultura con coltura, ma la parola cultura deriva dal verbo latino colere, che significa coltivare.
    Non appare azzardato un parallelo tra sviluppo dell’agricoltura e accumulo e trasmissione di saperi nel corso dei secoli. La tecnologia ha prodotto strumenti e metodi che hanno consentito all’uomo di acquisire “benessere” e tempo utile ad acquisire nuove conoscenze e abilità, che hanno, a loro volta, garantito la capacità di ideare nuove tecnologie, instaurando un circolo virtuoso.
    Oggi, come ieri, cultura e tecnologia sono interdipendenti e non possono prescindere l’una dall’altra. La tecnologia ha le sue fondamenta nella cultura, senza crollerebbe. La cultura si serve della tecnologia per proseguire nella sua crescita. Poi ci sono gli uomini che fanno un uso “variegato” della cultura e della tecnologia: a volte bene, a volte malissimo.

  • La cultura serve SEMPRE. La tecnologia dovrebbe essere serva dell’uomo e rendere la vita più semplice, sveltire procedure, snellire percorsi. Il problema si pone quando a monte del processo tecnologico non c’è cultura e un progetto ben chiaro. La cultura ti dà una forma mentis, ti rende capace di farti delle domande, di porti dei dubbi, di non ritenerti assoluto portatore della verità. La tecnologia può semplificare la ricerca di nozioni, fatti e dati ma la rielaborazione del tutto è sempre frutto del tuo modo di pensare, processo che si forma con gli anni, con lo studio inteso non come appunto mera assimilazione ma come tentativo di CAPIRE. E a parte tutto, senza cultura dubito molto che la tecnologia attuale sarebbe arrivata a questo incredibile punto.

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