Sono una boomer e me ne vanto.

Idee e riflessioni
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La sorte mi ha fatto vivere una vita piena zeppa di scoperte.

Credo che la mia generazione sia la prima in assoluto ad aver visto un numero così grande di cambiamenti in una vita. Non era mai accaduto. 
Questo significa che io, e quelli della mia età, i boomer più anziani, abbiamo vissuto, non studiato questi cambiamenti. Siamo stati testimoni e spesso anche protagonisti di cambiamenti sociali, tecnologici e scientifici straordinari. Un tempo gli anziani erano i saggi. Poi, all’inizio dei cambiamenti, sono stati considerati vecchi, inutili, incapaci di capire. Ma gli anziani di oggi non sono gli anziani degli anni Settanta.

Se immaginiamo la vita come una montagna, io mi trovo quasi sulla cima, e posso vedere tutta la montagna che ho scalato. 

Quando l’Uomo è andato sulla luna, io ero una bambina, ma me lo ricordo bene. C’ero nei primi anni della Scuola media unica e obbligatoria, frequentata anche dai figli dei lavoratori. C’ero quando Martin Luther King fu assassinato, quando i Kennedy furono assassinati, quando Malcom X fu assassinato.

La TV che guardavo era in bianco e nero, e, solo più tardi, a colori.  C’erano tre canali radiofonici e due televisivi. Piano piano sono diventati moltissimi. E ho visto anche quello.

Ho vissuto il cambiamento della Messa dal latino in italiano, il passaggio dalle classi solo maschili o solo femminili alle classi miste, l’abolizione delle classi differenziali e delle classi speciali. Ho studiato in una scuola molto più semplice di quella di oggi, con grandi cambiamenti rispetto a quella precedente.

Negli anni Settanta io c’ero, ero adolescente e ho vissuto tutto, nel bene e nel male. Gli Anni di piombo, il terrorismo, rosso e nero, la morte di Aldo Moro, e la politica di Giulio Andreotti. C’ero quando Enrico Berlinguer guidava la politica verso una società più giusta. Ho assistito all’emancipazione della donna e alla conquista dei diritti. E adesso assisto al ritorno della donna oggetto e al tentativo di togliere i diritti acquisiti. 

Sono stata testimone attiva dei movimenti per i diritti civili, del movimento femminista, del movimento contro la guerra del Vietnam e soprattutto della rivoluzione sessuale.

Ho letto le prime riviste di psicologia che parlavano anche di sessualità.

Ho visto eleggere il primo Papa non italiano dell’epoca moderna.

Ho visto moltissimi musei e mostre, letto e studiato centinaia di libri, visto tutti i più grandi film quando sono usciti, tutti i programmi televisivi che hanno fatto la Storia della televisione.

Ho visto cambiare le carrozze dei treni, le automobili, le moto, gli aerei. Ho visto aumentare la velocità di qualsiasi cosa.

Ho visto la nascita delle televisioni commerciali, ho visto tutto il deterioramento dei media: la pubblicità, sempre più aggressiva, e i programmi, sempre più spazzatura.

Ho visto cambiare le mode, ho assistito alla nascita delle marche dei capi di abbigliamento diventare esse stesse moda.

Ho ascoltato modi di fare musica sempre nuovi, con strumenti musicali mai esistiti prima: il punk, la disco, l’hip-hop e l’heavy metal. E luoghi dove fare musica come le discoteche, i locali famosissimi come La Capannina di Franceschi e il Piper.

Ho visto nascere il primo Mc Donald’s, i primi ristoranti cinesi.

Ho vissuto e insegnato in piccole città in cui quasi nessuno veniva da altre parti d’Italia o da paesi stranieri. Ho visto piano piano crescere il razzismo. Prima era verso i Meridionali che cercavano lavoro al nord, e piano piano, e solo più tardi sono stata spettatrice dell’arrivo degli stranieri in cerca di lavoro.

Ho assistito al deteriorarsi della società tutta. Piano piano ho visto peggiorare tutto, a partire dal modo di fare politica, fino allo sgretolarsi dei Valori.

Ho assistito a innovazioni importanti: il diffondersi dei personal computer, i cambiamenti dei sistemi operativi, la diffusione di Internet; la nascita dei primi provider, lo sviluppo dei servizi online, e la crescita dell’uso dei PC domestici.

Ho usato i primi servizi di messaggistica istantanea, come ICQ, ho visto nascere i primi blog personali, ho partecipato alle community e ai forum di discussione online, uso Facebook e gli altri social da quando sono usciti.

Ho assistito a progressi scientifici e medici significativi: lo sviluppo delle vaccinazioni, la decifrazione del DNA, i progressi nella chirurgia e nei trattamenti medici, la scoperta e l’esplorazione dello Spazio.

Ho visto anche scoperte e invenzioni straordinarie. E le sto ammirando e usando anche oggi, come l’AI e in particolare Chat GPT. Ma vedo anche un uso orribile di certe invenzioni.

Ecco, dalla cima della montagna della mia vita posso dire ai giovani: io sono boomer e me ne vanto. La nostra è stata una  adolescenza e una gioventù meravigliose, piene di progetti, di piccole battaglie guidate dal sogno di un mondo migliore, più giusto. E il mondo più giusto era di Sinistra. E la mentalità da combattere era di destra. Inequivocabilmente. Abbiamo portato i nostri ideali nel nostro lavoro, e nelle nostre vite, continuando a cercare di realizzare il sogni di un mondo migliore. Ma poi si sono infranti quando la società è diventata più consumistica che mai. E adesso noi boomer vediamo, con la lucidità di chi vede chiaramente come sono nate le cose, che è tornata la mentalità della Destra, che la donna è tornata donna oggetto, che il maschilismo non si è mai mosso dal suo posto, che, anzi, dato che le donne si ribellano, il femminicidio è più vivo che mai.

Se ci pensate bene, voi,  giovani, trentenni, quarantenni, non potrete mai vivere tutti i cambiamenti che ho vissuto io (e tutti i boomer), perché io sono stata testimone del passato e adesso vivo nel futuro. Voi vivrete sempre nel futuro. Quando osservo un fenomeno, politico, sociale, economico, io posso vederne la genesi. Voi no. Voi avete una visione parziale. Anche se siete intelligenti e anche se avete studiato molto, anche la Storia. Non è la stessa cosa.  Anch’io ho studiato, certo. Ma ho tutto dentro di me.

Quindi: smettetela di usare la parola “boomer” come un insulto per dire che non capiamo niente. Mi è capitato, a volte,  che qualcuno, a una mia riflessione sui social risponda con un semplice “Sei boomer!”, come se fosse  sufficiente. Patetico. 

Voi non vi rendete conto di quanto potremmo aiutarvi, ed è proprio per questo non ci chiedete niente. Peccato.


 

 

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