L’Hymne à l’amour di Edith Piaf, cantato da Céline Dion chiude la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi 2024.
No, non è della canzone magnificamente cantata da Céline Dion, che voglio parlare. Né delle Olimpiadi. Né di niente altro che di lei, di Céline e del suo atto d’amore: l’amore per la vita, per la musica, per il canto. Sono stati un atto di eroismo. Non ha voluto rinunciare. Ha scelto di esporsi, di rischiare.
In piedi, vestita di bianco come una dea, luminosa, intensa, fortissima, ha cantato fino alla fine, come se fosse stata sul tetto del mondo.
Volevo solo farvi vedere chi è Céline Dion. Ma vi anticipo che a me è venuto da piangere, anche se sono una che resiste molto prima di lasciare scendere le lacrime.
Adesso cliccate sulla foto, se volete.
Poi guardate questo video, cliccando sul link, perché oggi Céline Dion è stata questa.
E anche qui, ho trattenuto a stento le lacrime. Avrei voluto abbracciare e cullare la bambina che è stata. Lei rappresenta tutto il dolore di chi soffre nelle case e negli ospedali. E non lo sappiamo, se abbiamo la fortuna di non essere toccati dalla malattia. E insieme a lei vorrei abbracciare tutte le persone che stanno affrontando il dolore.
Cliccate qui. (se non funzionano i link dovrete cercarli, purtroppo).

Grazie, Céline Dion.
