Perché il voto deve essere segreto? Non lo capisco.

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Il 25 settembre 2022 ci saranno le elezioni politiche.  Il panorama che si va delineando è fosco. È la prima volta, infatti, che c’è la possibilità di avere a capo del Governo non un partito di Sinistra o di Centro Sinistra o di Centro Destra, come è stato finora, ma una coalizione (quasi certamente capeggiata da Giorgia Meloni, che lo pretende a gran voce), che si definisce di Centro Destra, ma che in realtà è decisamente di Destra, populista, sovranista e nazional-conservatrice.

Non ho mai capito – e lo capisco ancora meno oggi- perché il voto dev’essere tenuto segreto dai votanti. Ma come? Non siamo in una democrazia? Perché la gente non dichiara apertamente per chi vota? Di chi e di che cosa ha paura? Perché non dichiara per chi NON vota, almeno? È giusto che ognuno sappia come la pensa l’altro. O no? E dato che non lo capisco e non lo approvo, io voglio assolutamente e apertamente dichiarare per chi NON voto. Perché lo faccio? Perché credo che, di computer in computer, di cellulare in cellulare le mie parole possano giungere a chi è indeciso, a chi pensa di non esercitare il suo DIRITTO di voto, a chi non ha capito (soprattutto a questi) e non si rende conto di che cosa significa votare la Destra, in particolare per Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.  E possano essere utili a qualcuno.

Soprattutto perché Giorgia Meloni (come già facevano i suoi colleghi Salvini e Berlusconi) non combatte questa “battaglia” con le parole, in realtà, ma con strategie di manipolazione mediatica e spin doctor. Ricordo che lo spin doctor è uno specialista in comunicazione che viene assunto da un politico, con il compito di «curarne e promuoverne l’immagine pubblica» e «attirargli il necessario consenso elettorale, mediante precise strategie di comunicazione e di marketing» (vedi Treccani). In altre parole, è un esperto in comunicazione che insegna al politico come parlare, che cosa dire, come dirlo, quanto e che cosa comunicare, in modo da piacere alle persone, studiate a questo scopo nei minimi dettagli, attraverso i social e non solo, per convincerle facilmente. Al politico viene insegnato che cosa la gente vuole sentirsi dire. Il politico diventa un prodotto che l’elettore deve desiderare (e votare).

La domanda che faccio a chi mi legge è: essere messi davanti a un amo dorato e abboccare vi fa piacere? Vi dà la giusta lucidità per decidere da chi farvi governare? Io credo di no.

Mi sono chiaramente espressa perché voglio e trovo giusto che i miei lettori sappiano se vale la pena di seguirmi o di non seguirmi più.

E spero che le mie parole vengano condivise e servano a qualcuno. Grazie.

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